Ciao !!! I Syahrulloh, in questo blog ho discuterà su VPS server e Linux.

Anno finito, sfighe infinite

Il 2011 non è stato personalmente un grande anno, la sua quasi chiusura in bellezza lo dimostra ulteriormente. Dopo un'"alluvione" romano, avendo dimenticato il notebook HP sotto una maledetta botola che porta al tetto, mi sono ritrovato con l'acqua nel portatile. Inutile ogni tentativo, la faccenda si è verificata in mia assenza e la pratica "dell'asciugamento" è stata vana.

Avendo a casa hardware decisamente anziano, mi ritrovavo con il solo vecchio ma ora funzionante P4, groucho per gli intimi, lo stesso P4 con la Debian sminchiata, come annunciato nelle "nius". Ovviamente riparto con il cd della Debian Stable per poi portarla ad una appassionante SID. Peccato che il problema datomi nello sminchiamento si è riproposto pari pari.

Per i non interessati il problema consisteva al mancato assegnamento dell'hostname durante il boot con tutta una serie di probolematiche legate ad esso. Ad esempio la rete anadava a fasi alterne, X con notevoli problemi di identità, firefox che non partiva ecc ecc. Il bello è che nè durante lo sminchiamento nè dopo l'upgrade della fresh install sono riucito a porre rimedio. E possedendo solo quel PC per una sana navigazione, ho lasciato perdere e mi sono procurato una Spin XFCE di Fedora 16.

Live magnifica, installazione ferma al grub rescue! La causa è l'anomalo partizionamento del disco, una partizione di boot di 70 MByte (quando Fedora ora ne richiede almeno 75!) e il restante in LVM. E mi rendo conto di avere un disco da 320GByte e non uno di 160GB! Ho abbandonato per troppo tempo Groucho.

Per gli interessati la causa è Grub2, dopo N tentativi ho risolto inserendo la directory /boot/grub2 nella partizione non LVM da 70MB. Vuoi vedere risulta utile a qualcuno ?

Nel frattempo cercavo di recuperare il disco del portatile utilizzando una interfaccia USB PATA/SATA cinese da 5 euro ( la Jena parsimoniosa si conferma ). Consiglio della settimana,  acquistatene uno un poco più costoso ma anche più affidabile. Durante la fase di collegamento, gli spinotti di alimentazione da inserire all'alimentatore esterno mi restano letteralmente in mano.

Essendo totalmente sprovveduto in elettronica, cercando le immagini su google immagini, riesco a mettere i 4 fili colorati nella giusta posizione.

Nel frattempo il TomTom 720 go ha deciso di non ricaricarsi più, rendendolo di fatto un prezioso fermacarte, certo meno elegante di un sasso. Decido di cambiare la batteria, ma l'operazione in sè facile non è banale. La batteria è avvolto in un pacco incollato da tagliare delicatamente. Le batterie al lito hanno la fastidiosa tendenza ad esplodere se bucate, non immaginavo che per cambiare una batteria bisognava avere esperienza negli artificieri.

Dopo averlo smontato e ricavandone un insieme di plastiche collegate da un cavetto flat e tolto il cappuccio che ricopriva il pacchetto batteria più cavo di alimentazione sono andato alla ricerca di una batteria nuova. Con grande mia sorpresa 2 negozi su 3 mi hanno sconsigliato l'acquisto "perchè il cambio della batteria non funziona". Fortunatamente il terzo negozio non ha obiettato nulla sulla mia operazione e mi ha venduto una batteria da 1000MhA ( contro i 1320 dell'originale) e una guaina termo restringente.

Dopo il cambio di polarità il tutto ha funzionato, ora ho fatto un secondo ciclo di carica e scarica. Staremo a vedere.

Spero di aver dato a fondo alla sfiga annuale, nel frattempo mi scavo una tana-bunker con l'approssimarsi del nuovo anno, mi aspetto sfighe gallattiche.

Una Jena ottimista!
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