E Fedora sorprese questa umile Jena
Evitando di ammorbarvi con la mia storia informatica, basta dirvi di essermi inventato Amministratore Unix grazie a Linux fin dai suoi primordi. Passato da distribuzioni manuali come Slackware (quanto mi manca), fino a giungere, grazie al mio culo di piombo a Debian, passando per Ubuntu soprattutto per curiosità, mi posso fregiare del titolo di Nerd D'Oro.
Pur possedendo a casa ferraglie varie come P4, P3, Atom 330 Ion ed altri pezzi di silicio vari, uso costantemente il mio fido HP Compaq Nx6310 con un vecchio Centrino Duo ( Intel T5500) che tante soddisfazioni mi regala. All'ennesimo sminchiamento personale della OpenSuse 11.2, decisi di provare l'altro lato oscuro del mondo RPM, ossia Fedora.
Il mondo Red Hat venne da me abbandonato al passaggio di questa alla versione 8.0, all'epoca la sua semplificazione non mi piacque, in realtà sarebbe stata la nuova filosofia delle distribuzioni Desktop ancora adesso in auge ed ulteriormente perfezionata. Qualche mese fà presi in considerazione l'installazione di Fedora 14 32bit ma nella sua versione KDE, confortato da vari forum sulla buona integrazione di questo DE. Non disdegno assolutamente gli altri DE come Gnome e XFCE, personalmente non sono un fanatico dell'estetica, preferisco testare la robustezza del "motore" e la sua affidabilità. Un comune mortale se si avvicinasse a qualcuno dei miei desktop inorridirebbe nel vedere applicazioni GTK2, QT e Tk, senza contare che la maggior parte delle operazioni le faccio via Console. E' una deformazione professionale, non un vanto. La scelta di usare KDE è semplice, lo conosco sufficientemente bene e odio passare il tempo per abbellire e/o migliorare la parte Desktop.
Comunque dopo qualche mese di Fedora 14 posso dire che l'integrazione con KDE è ad un ottimo livello, simile a quella di OpenSuse che dalla sua ha una arma in più con Yast, non un fulmine di guerra ma senz'altro utile come lo sono tutti i Control Center. Ad oggi posso affermare che la semplificazione odiata nel passato è decisamente apprezzata, segno dei tempi che avanzano ma anche della vecchiaia personale. Non è bella una Jena con i peli bianchi.
All'uscita di Fedora 15 ho voluto provare la versione 64bit, forte anche del passaggio da 2GB di Ram a 4 GB, anche se in realtà ne vedo poco più di 3,4 causa Chipset Intel ciofeca, un 945GM che si riserva circa 700MB per i cazzi propri ( non credo sia solo la memoria video condivisa, che se ne fa di tutta quella Ram ?) . Ora non ho idea se i miglioramenti percepiti sia dovuto all'avanzamento di release o all'uso dei 32 bit supplementari, quasi sicuramente la ram aggiuntiva qualcosina ha fatto, ma i miglioramenti ci sono.
Soprattutto con Firefox e FlashPlayer a 64bit, difatti non solo la visione dei filmati in full screen sono migliorati, ma tutto l'ambiente sembra non avere nessun tipo di tentennamento. Con la versione 32 bit accadeva che Firefox e Flash si bloccavano per qualche minuto senza possibilità di intervento se non il kill o aspettare il "ritorno" alla vita dei 2 sopra citati con molta pazienza. La visione di certo non è accellerata, impossibile con la scheda video Intel in questione, tuttavia la fluidità è decisamente maggiore.
Anche nell'uso di VirtualBox le cose sono migliorate, ma quello che fino ad oggi mi sorpende è la maturità dell'ambiente 64bit, tutto funziona a differenza di quanto accadeva negli anni passati dove si doveva fare qualche salto mortale per avere questa o quella applicazione. Mi viene in mente l'uso dello stesso Flash Player 32bit con il chroot.
Non è una recensione ma solo l'ennesimo spunto lasciato in rete per chi vuole provare Fedora 15 64bit. Rimarrà sul mio desktop finché non sminchierò anche questa o finché la mia curiosità deciderà di farmi passare ad altro.
Una doverosa avvertenza: se decidete di provarla su una macchina virtuale, qualsiasi essa sia, noterete una lentezza quasi esasperante, soprattutto nell'uso di Yum. Probabilmente è causato dall'IO sul disco virtuale, ma sappiate che NON rispecchia le reali caratteristiche della distribuzione, per cui meglio una live via CD o USB, magari in modalità persistente e non virtualizzata. Aspettatevi anche svariati upgrade, sembra che in Fedora se non effettuano una decina di upgrade a settimana non sono contenti, ma questo dovrebbe essere un punto a favore e non il contrario.
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